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Pecorino toscano: stagionato, fresco e come abbinarlo
Il Pecorino Toscano DOP: fresco, semi-stagionato e stagionato. Storia, caratteristiche e come abbinarlo al vino e ai piatti della tradizione toscana.
Il Pecorino Toscano DOP: cosa lo distingue dagli altri
L’Italia produce decine di varietà di pecorino - dal Sardo al Romano, dal Siciliano al Calabrese. Il Pecorino Toscano DOP si distingue da tutti per un elemento fondamentale: la dolcezza di fondo. Dove il Pecorino Romano è sapido e quasi pungente (è destinato principalmente alla grattugia), il Pecorino Toscano ha una dolcezza lattea anche nelle versioni stagionate, con l’amaro e il piccante in secondo piano rispetto al sapore del latte di pecora ben lavorato.
Questa dolcezza viene da diversi fattori: le razze ovine usate (principalmente Sarda e Massese, entrambe con latte di alta qualità e composizione bilanciata), il tipo di caglio (animale o vegetale), i pascoli toscani con le loro erbe aromatiche che si riflettono nel sapore del latte, e le tecniche di lavorazione che nelle aziende migliori si tramandano da generazioni.
Il disciplinare della DOP stabilisce la zona di produzione (tutta la Toscana), il tipo di latte (solo di pecora, fresco, non sterilizzato), i metodi di produzione e le caratteristiche del prodotto finito.
Fresco, semi-stagionato e stagionato: le differenze
Il Pecorino Toscano DOP si trova in tre versioni principali, con caratteristiche molto diverse.
Fresco (maturazione fino a 20 giorni): pasta morbida e bianca, crosta quasi inesistente. Il sapore è delicato, latteo, con una dolcezza quasi burrosa. Si mangia come formaggio da tavola, con il miele, con le confetture di fico o di cipolla. Non regge la grattugia - si fetta.
Semi-stagionato (20-45 giorni): pasta più compatta, crosta gialla sottile. Il sapore si intensifica - più sapidità, più profumo di latte cotto, con una nota erbacea leggera. È il formato più versatile - funziona sia da tavola che in cucina (sciolto su bruschette, grattugiato su pici o ribollita).
Stagionato (oltre 120 giorni): pasta dura e granulosa, crosta gialla-arancio. Il sapore è intenso, con note di burro bruciato, erbe secche, una leggera piccantezza. È il formato da abbinamento con i vini rossi importanti e da grattugia sulla pasta.
Esiste anche una versione di lungo invecchiamento (oltre 18-24 mesi) che produce un formaggio quasi parmigiano-like nella texture, con un’intensità di sapore notevole.
Il latte di pecora in Toscana: razze e pascoli
La qualità del Pecorino Toscano dipende fondamentalmente dalla qualità del latte - e questa dipende dalle razze ovine e dai pascoli.
Le pecore che pascolano sulle colline senesi e grossetane, sugli altopiani della Maremma e sui prati della Lucchesia producono un latte con composizione chimica diversa a seconda della stagione, del pascolo e delle erbe. In primavera, quando gli animali mangiano erbe fresche e fiori, il latte ha profumi delicati e floreali che si riflettono nel formaggio. In estate, con i pascoli più secchi, il latte è più concentrato e il formaggio più saporito.
Le caseifici artigianali della Toscana che lavorano con latte locale stagionano i loro formaggi in modo da rispecchiare questa variazione stagionale - un pecorino di primavera ha caratteristiche diverse da uno di autunno. È la stessa logica del vino - ogni annata ha il suo carattere.
Come abbinare il pecorino al vino
Il Pecorino Toscano è uno dei formaggi italiani con il maggiore range di abbinamento enologico - si abbina sia ai bianchi che ai rossi, sia ai vini giovani che a quelli invecchiati.
Pecorino fresco: il Vernaccia di San Gimignano è l’abbinamento di territorio perfetto. La freschezza del vino rispecchia la leggerezza del formaggio. Anche un Morellino leggero o un rosé toscano funzionano.
Pecorino semi-stagionato: Chianti Annata, Morellino di Scansano, Rosso di Montalcino. La struttura media del formaggio chiede un vino di medio corpo.
Pecorino stagionato: Chianti Classico Riserva, Brunello giovane, Vino Nobile. L’intensità del formaggio stagionato richiede un vino con struttura e complessità.
Con il miele: il abbinamento classico del pecorino fresco è con il miele di castagno (amaro, intenso) o di millefiori. La dolcezza del miele bilancia la sapidità del formaggio.
Con la confettura di fichi: un’altra tradizione toscana - la dolcezza della confettura con il sapore di latte del pecorino semi-stagionato è un abbinamento semplice e soddisfacente.
Pecorino in cucina: non solo tagliere
Il Pecorino Toscano non è solo un formaggio da tagliere - è un ingrediente importante nella cucina toscana.
Grattugiato sulla pasta: i pici con il pecorino stagionato grattugiato e il pepe nero (la versione toscana della cacio e pepe) sono un primo piatto semplicissimo e buonissimo.
Sulla ribollita: un cucchiaio di pecorino semi-stagionato grattugiato sopra la ribollita calda è un tocco tradizionale che aggiunge sapidità e cremosità.
Nelle ricette medievali: il migliaccio toscano (torta dolce-salata di farina di grano saraceno e pecorino), i tortelli di patate con il pecorino e i fegatini, le bruschette al pecorino e al miele - sono tutte preparazioni dove il formaggio è ingrediente strutturale.
In fusione: il pecorino semi-stagionato si fonde bene in forno su bruschette o gratinature - la sua dolcezza e la sua struttura media producono una fusione omogenea senza il grasso in eccesso del mozzarella.
Dove comprare il Pecorino Toscano autentico
Il Pecorino Toscano DOP si trova praticamente in tutta Italia nelle migliori formaggi serie. Ma per avere il prodotto al suo meglio, il consiglio è acquistarlo direttamente dai caseifici della zona - soprattutto nella zona di Pienza (Val d’Orcia), considerata la capitale del pecorino toscano, e nelle aree di Grosseto e Siena.
Molti agriturismi e fattorie della Toscana vendono il loro pecorino direttamente - è il modo per avere il formaggio più fresco e con la provenienza più trasparente.
I mercati settimanali dei paesi toscani hanno sempre qualche banco di formaggi locali - è lì che si trova il pecorino che la nonna del produttore ha stagionato nella grotta di tufo come si è sempre fatto.
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