Vini Toscani
Vino Chianti: caratteristiche, produttori e come sceglierlo
Chianti vs Chianti Classico: le differenze che contano. Caratteristiche del vino, produttori consigliati e come scegliere la bottiglia giusta.
Chianti e Chianti Classico: non sono la stessa cosa
La prima cosa da capire è che “Chianti” e “Chianti Classico” non sono sinonimi - sono due denominazioni distinte, con territori diversi, disciplinari diversi e, spesso, profili qualitativi diversi.
Il Chianti Classico DOCG - già descritto in dettaglio in un articolo dedicato - proviene da una zona ristretta tra Firenze e Siena, con una storia e una tradizione di alta qualità ben documentate. Il Gallo Nero sul collo della bottiglia è il suo simbolo.
Il Chianti DOC (o alcune sue sottozone come Chianti Colli Fiorentini, Chianti Rufina, Chianti Colli Senesi, Chianti Montalbano) si estende su un territorio molto più ampio - praticamente tutta la Toscana centrale. Non è una denominazione inferiore per definizione - alcune sottozone come il Chianti Rufina e il Chianti Colli Senesi producono vini di ottima qualità - ma la varietà è molto maggiore e la qualità media è più variabile.
Per chi non conosce il mondo del vino toscano, la confusione è comprensibile e l’industria del vino non ha sempre contribuito a chiarirla. Etichette con il nome “Chianti” su sfondo di colline ondulate toscane possono indicare vini di qualità molto diversa - dal Chianti da tavola economico venduto al supermercato al Chianti Classico Gran Selezione di un grande produttore.
La zona di produzione del Chianti generico
Il Chianti DOC copre sei sottozone principali, ognuna con caratteristiche geografiche e climatiche diverse.
Chianti Rufina: la sottozona di qualità più alta, situata nella valle del Sieve nell’Appennino toscano. Il clima più fresco e l’altitudine maggiore producono vini con acidità spiccata e longevità notevole. Alcuni Chianti Rufina reggono l’affinamento meglio di molti Chianti Classico.
Chianti Colli Senesi: la sottozona più ampia, che circonda il territorio del Chianti Classico a Sud. Comprende zone molto diverse - dalla pianura più calda vicino a Siena alle colline più fresche vicino a Montalcino. Qualità variabile ma con punte di ottimo livello.
Chianti Colli Fiorentini: intorno a Firenze, con terreni prevalentemente argillosi. Vini più morbidi e fruttati rispetto al Classico.
Chianti Montespertoli: zona relativamente recente con terreni argillosi e un microclima temperato. Vini di stile moderno, fruttati.
Chianti Colli Aretini e Chianti Montalbano: le zone meno note, con produzioni più limitate e stili diversi.
Caratteristiche organolettiche: cosa aspettarsi nel bicchiere
Un Chianti di qualità media-buona ha un profilo organolettico riconoscibile, anche se meno complesso del Chianti Classico.
Colore: rosso rubino di media intensità, con sfumature granate nelle versioni più invecchiate.
Profumo: frutti rossi (ciliegia matura, prugna, lampone), viola, note erbacee leggere. Nelle versioni più elaborate arrivano spezie dolci (cannella, chiodi di garofano), vaniglia se c’è affinamento in legno.
Gusto: acidità medio-alta, tannini presenti ma non aggressivi, corpo medio. La persistenza aromatica è la variabile che distingue più nettamente un Chianti mediocre da uno buono.
Difetti comuni nel Chianti economico: ossidazione prematura (colore arancione, profumo di vino vecchio), eccessiva volatile (odore di aceto), eccesso di legno che copre il frutto, tannini verdi e astringenti.
Fasce di prezzo: cosa si trova sotto i 10 euro e cosa sopra
La fascia sotto i 10 euro del Chianti DOC è vasta e variabile. Ci si trovano sia vini di grandi cooperative che gestiscono la produzione in modo industriale - vini corretti, senza difetti, ma anche senza particolari pregi - sia vini di piccoli produttori che lavorano in modo più artigianale e offrono un ottimo rapporto qualità-prezzo.
Il segreto per scegliere bene sotto i 10 euro è puntare sulle sottozone più precise (Rufina, Colli Senesi) e sui produttori che indicano l’annata in modo chiaro. Un Chianti senza annata o con un’annata molto vecchia in questa fascia di prezzo è generalmente da evitare.
Tra i 10 e i 20 euro si apre il mondo del Chianti di buona qualità e del Chianti Classico Annata. È la fascia più interessante per il rapporto qualità-prezzo.
Sopra i 20 euro: Chianti Classico Riserva dei migliori produttori, alcune Gran Selezione, i Chianti Rufina di riserva. Sono investimenti giustificati per le occasioni speciali o per bottiglie da conservare.
I produttori da tenere d’occhio
Nel Chianti Classico: Castello di Ama, Fonterutoli, Rocca delle Macie, Banfi, Antinori, Riecine, Querciabella, Il Molino di Grace, Barone Ricasoli.
Nel Chianti Rufina: Selvapiana, Frascole, Fattoria di Basciano, Il Borro.
Nel Chianti Colli Senesi: molti piccoli produttori della zona di Montalcino e della Val d’Orcia che fanno Rosso di Montalcino o vini simili.
La lista non è esaustiva e cambia continuamente - il modo migliore per tenersi aggiornati è seguire le guide vino italiane (Gambero Rosso, Slow Food Vini d’Italia) e frequentare cantine e fiere di settore.
Chianti a tavola: gli abbinamenti che funzionano sempre
Il Chianti DOC ha una versatilità a tavola che lo rende il vino più utile nella cucina toscana.
Un Chianti giovane (2-3 anni dalla vendemmia) con la pasta al sugo di pomodoro, con i pici, con la ribollita, con i fagioli all’uccelletto - è sempre una scelta sicura. L’acidità del vino bilancia l’acidità del pomodoro, i tannini leggeri non sovrastano i sapori delicati della cucina di legumi.
Un Chianti di medio corpo con le carni bianche arrosto - maiale, pollo, coniglio - funziona benissimo. Meno scontato del rosso con la carne rossa, ma spesso più interessante.
Con i formaggi toscani semi-stagionati - pecorino fresco, marzolino, raviggiolo - un Chianti leggero è un abbinamento di territorio che raramente delude.
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